New England-Boston in 2 giorni

Eccomi qui pronta per raccontare per la prima volta su questo blog. La scelta dell’argomento non è facile, ci sarebbero tanti posti di cui vorrei scrivere e la mia mente è affollata da mille immagini e luoghi. Appena tornata da un viaggio di gruppo in New England mi risulta semplice parlare di queste zone a nord-est degli Usa, zone magari meno battute dal turismo italiano ma che meritano sicuramente un viaggio. In questo primo articolo vorrei parlarvi in special modo di Boston, la più antica città degli Stati Uniti, una città per la quale ho una particolare predilezione.

Innanzitutto, quando si cerca di organizzare un viaggio bisogna pensare al primo punto raggiungibile per visitare una determinata zona. Per gli stati del New England sicuramente Boston è la città più comoda su cui arrivare dall’Europa. Le compagnie aeree che viaggiano verso Boston sono parecchie. Dovendo noi partire da Bologna, grazie ad una buona coincidenza di orari e ad ottimi aerei abbiamo deciso di volare con Lufthansa.

Francoforte è uno scalo molto trafficato e di grandi dimensioni, bisogna sempre accertarsi di avere almeno due ore di tempo tra un volo e l’altro.

L’arrivo a Boston dall’Europa è solitamente di primo pomeriggio come con il nostro volo LH.

Una volta nel terminal degli arrivi internazionali il primo step da affrontare è il controllo dell’immigrazione: chi viaggia con l’Esta per la prima volta viene indirizzato in una particolare fila dove i controlli vengono fatti da un ufficiale mentre chi viaggia con Esta ma è già entrato almeno una volta negli Usa viene indirizzato alla fila dove i controlli vengono fatti da una macchina automatica. La procedura è molto semplice e disponibile anche in italiano. La macchina rilascia un tagliando che verrà poi controllato e ritirato da un ufficiale all’uscita, prima di entrare nell’area ritiro bagagli.

Prese le valige io ed il mio gruppo siamo usciti alla ricerca del nostro autobus prenotato appositamente per noi. Per chi viaggia in autonomia trasferirsi dall’aeroporto alla città è comunque molto semplice anche con i mezzi pubblici. La città dista solo 15/20 minuti dall’aeroporto.

Avendo soggiornato a Boston svariate volte, posso certamente dire che la zona migliore per alloggiare e raggiungere facilmente molti luoghi di interesse della città è Copley Square.

Boston è facilmente percorribile a piedi e le distanze non sono enormi come in altre città degli Stati Uniti. Il nostro percorso è iniziato dalla bellissima Copley Square, una piazza dove gli stessi bostoniani amano passeggiare e trascorrere del tempo.

Gli edifici che colgono immediatamente l’attenzione di chi la percorre sono il palazzo di vetri chiamato John Hancock Tower, il più alto grattacielo del New England, e la Trinity Church, una chiesa costruita a fine ‘800 in stile neoromanico, che si riflette sui vetri della torre dando immediatamente al visitatore un quadro riassuntivo dello stile della città che alterna moderno e antico. Al lato opposto della piazza la bellissima Boston Public Library, la più antica biblioteca degli Stati Uniti, aperta tutti i giorni della settimana e visitabile senza alcun costo d’ingresso.

A lato della piazza anche il Fairmont Copley Plaza hotel, un simbolo per la capitale, che sin dai primi del ‘900 ha ospitato importanti personalità.

Attraversata la piazza ci siamo poi diretti verso Newbury Street, elegante strada, costeggiata da edifici in stile coloniale con negozi e ristoranti, nel benestante quartiere di Back Bay e abbiamo proseguito in direzione dei Boston Public Gardens.

Entrando nei giardini botanici pubblici è immediato il senso del bello e della tranquillità. Alberi e piante provenienti da tutto il mondo si alternano creando giochi di colore diversi in ogni stagione e ancora più strabilianti in autunno e primavera. Arrivando dal quartiere di Back Bay si accede al parco da un bellissimo cancello in ferro e dopo pochi passi si viene accolti dalla statua di Washington a cavallo.

Proseguendo poi in direzione di Charles Street si attraversa un romantico ponte che sormonta un lago artificiale dove, da aprile ad ottobre, navigano le Swan Boats, barche a forma di cigno che rallegrano i visitatori più piccini e i gli innamorati.

La vista della città da questo punto del parco è incredibile e per gli amanti della fotografia sicuramente un luogo da non perdere.

Continuando in direzione di Beacon Hill in un angolo del parco si trovano anche delle statue di bronzo raffiguranti mamma anatra e i suoi anatroccoli. Queste statue sono care agli abitanti di Boston poiché sono i personaggi di una favola famosa che si svolge nelle acque del Charles River, il fiume che divide Boston da Cambridge, e spesso si possono trovare rivestite con abitini di diverso genere in base agli avvenimenti e alle festività.

Arrivati a Beacon Street basta risalire una delle vie che portano sulla collina del quartiere più antico della città, Beacon Hill, per ritrovare uno strano gusto europeo negli edifici. In effetti questo è il luogo dove i primi coloni benestanti costruirono le proprie case e, da sempre, abitare in questa zona è sinonimo di aristocrazia e benessere economico. Un insieme di case dai mattoncini rossi e stretti vicoli si sussegue in grande armonia.

Una delle vie più fotografate è Acorn Street dove ancora ci sono i lampioncini a gas e pavimentazione a ciottoli.

Passeggiare qui durante il periodo che precede Halloween o le festività natalizie ha davvero un grande fascino poiché tutte le case sono addobbate a festa e creano una magica atmosfera.

Tornando poi su Beacon Street si arriva alla Massachusset State House, il campidoglio, un edificio imponente sovrastato da una cupola in foglia d’oro. Arrivare sul far del tramonto quando le luci illuminano il palazzo, ma il cielo non è ancora completamente buio, è bellissimo.

Questo edificio iniziato nel 1795 è stato preso nel tempo come esempio per altre State Houses degli States.

Dopo svariate fotografie il nostro tour è continuato attraverso i Boston Common, il parco pubblico più vecchio d’America ma solo per pochi minuti, il tempo di arrivare su Tremont Street e fermarci a cena in un localino davvero interessante in angolo tra Tremont Street e Boylston Street.

La giornata per noi iniziava ad essere piuttosto lunga considerando 6 ore di differenza di fuso, per cui finita la cena abbiamo fatto in fretta a ritornare in Hotel per riposarci dal lungo viaggio e dalle molteplici emozioni.

La mattina successiva, dopo una lauta colazione americana, chi a base di uova e beacon e chi a base di pancake e waffel, siamo ripartiti e a breve distanza da Copley Square e dal nostro Hotel siamo saliti su un mezzo anfibio per fare un percorso chiamato “Duck Tour” che attraversa le vie del centro e le zone di maggiore interesse storico per poi immergersi nelle acque del Charles River e ammirare Boston e Cambridge dall’acqua.

Sul mezzo, a forma di barca con le ruote, è sempre presente una guida di lingua americana che accompagna e intrattiene i viaggiatori raccontando non solo notizie storiche ma anche curiosità e avvenimenti particolari. Per gli italiani c’è una voce registrata che spiega storie riguardanti gli edifici e i luoghi man mano che si avvicinano e si sorpassano. La parte migliore arriva proprio quando la barca si immerge nelle acque del fiume e naviga tra Cambridge e Boston. Da lì la vista è stupenda e la navigazione estremamente piacevole.


La nostra guida, un ragazzo fortemente innamorato della propria nazione e della sua storia, ci ha raccontato con fervore dei bellissimi festeggiamenti dell’Independence day, il 4 Luglio di ogni anno, che avvengono proprio sul fiume e in tutta la città, la città da cui la guerra d’indipendenza è scaturita e che racchiude in se l’essenza del senso di libertà che permea profondamente tutti i 50 Stati Federali. Al termine del tour, che dura circa 2 ore, essendo tornati ad uno degli ingressi del Prudential Center, abbiamo trascorso 2 orette all’interno del centro commerciale. Questo centro è un luogo fatto di grandi corridoi tra palazzi, racchiusi tra vetrate che permette di fare shopping o fermarsi a mangiare anche durante le giornate più fredde. Per i più curiosi non è mancato il tempo di salire sul Prudential Tower, la seconda torre più alta della città, dove al 50 piano si trova una terrazza panoramica a 360 gradi sulla città.

Ripreso il cammino verso downtown, siamo tornati ai Boston Common, dove avevamo terminato la sera antecedente, e da li abbiamo ripreso il cammino seguendo il percorso di mattoncini rossi, denominato Freedom Trail, che attraversa Boston toccando tutti i punti di maggiore interesse storico legati alla guerra d’indipendenza.

Con passo abbastanza allegro siamo passati a fianco al Granary Buryng Ground, luogo di sepoltura di alcuni patrioti importanti tra cui John Hancock e Paul Revere, alla King’s Chapel, alla First Public School, la prima scuola degli Stati Uniti, all’Old South Meeting House e all’Old State House, il più antico edificio pubblico di Boston dove fu letta per la prima volta la dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Arrivati infine al Faneuil Hall, “la culla della libertà”, luogo in cui Samuel Adams tenne un discorso pubblico contro il dominio inglese, ci siamo addentrati nel mercato coperto “Quincy Market” dove abbiamo pranzato con le specialità del posto.

Questo mercato coperto è una stupenda chicca da non perdere per assaporare non solo il buonissimo cibo dei banchetti che vi sono all’interno, ma soprattutto per godere del luogo così come fanno gli abitanti di Boston che ogni giorno si fermano per un pasto veloce. Al centro del mercato si trova una zona coperta allestita con tavoli e sedie dove poter consumare ciò che si è acquistato.


Un piatto che deve essere assolutamente gustato qui è la “Clam Chowder”, una crema di latte con vongole e frutti di mare servita all’interno di una pagnottella tonda. Di tutte le “Clam Chowder” che ho mangiato in giro per gli Stati Uniti questa rimane la migliore!


Altra tipicità da assaggiare è il panino con l’astice, il “Lobster Roll”!!

Attorno al mercato si trovano tanti altri negozi dove poter acquistare di tutto, uno tra i miei preferiti è il “Christmas in Boston” un enorme negozio su due piani con le decorazioni natalizie più disparate e particolari che si possano vedere in giro.

Dopo la sosta pranzo abbiamo poi continuato sui mattoncini rossi del Freedom Trail in Union Street. Su questa strada si trova il ristorante più antico della capitale: la “Union Oyster House” un National Historic Landmark. Al piano superiore del ristorante c’è un tavolo dedicato a John Fidgerald Kennedy poiché era il suo tavolo preferito e più prenotato.

Continuando poi sul Freedom Trail si attraversa tutto il quartiere italiano, Little Italy, e si arriva alla casa di Paul Revere, oggi casa museo, e alla Old North Church. Da li si raggiunge un ponte che attraversa al Charles River e che porta all’ultima tappa del percorso: la USS Constitution, una nave costruita nel 1797, la più vecchia al mondo ancora galleggiante, e che ha ottenuto la fama di essere inaffondabile.


Terminata la visita alla nave è possibile trovarsi le gambe stanche, poiché il percorso sui mattoncini rossi è piuttosto lungo (circa 6 km). La nostra scelta per tornare in centro nella zona di Boston Common è ricaduta su un taxi, che con circa 18/20 dollari effettua la corsa.

Stanchi ma soddisfatti siamo poi tornati in Hotel per un breve risposo prima di cena. La scelta del locale per la sera è ricaduta sul fascinoso “The Hub” il ristorante al 53esimo piano della Prudential Tower con una vista mozzafiato sulla città. Peccato che essendo molto gettonato la prenotazione sia indispensabile a meno che non si voglia attendere ore prima essere messi a sedere. Alla fine siamo andati alla Cheesecake Factory, una catena presente un po’ ovunque sul suolo americano che propone cucina americana.

Per questo viaggio la nostra esperienza a Boston è terminata ma la città ha davvero tanto da offrire e due notti non sono sufficienti per poter godere di tutta l’offerta culturale e turistica. Solo per citare alcune attrattive: Harvard e MIT , le due università che propongono visite guidate dagli studenti stessi, tutti i luoghi Kennedyani, tra cui la John F. Kennedy Library, Il Museo di Scienze e l’Acquario, per grandi e piccini, il Museo of Fine Arts, con opere che spaziano dall’antico Egitto all’arte contemporanea, e tanto altro.

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