COPENAGHEN IN 3 GIORNI: COSA VEDERE

Cosa vedere a Copenaghen

Cosa vedere a Copenaghen in 3 giorni

Avete voglia di visitare una città europea in solamente 2/3 giorni?
Avete a disposizione solamente un weekend e volete fare qualche fuga breve ma intensa?
Copenaghen allora è la città perfetta per le vostre esigenze!
Scoprite cosa vedere a Copenaghen in 3 giorni.
La pittoresca capitale della Danimarca è infatti una soluzione ideale: una città di dimensioni non troppo grandi, comoda da girare e comoda per gli spostamenti.

cosa vedere a Copenaghen

Quando visitare Copenaghen

Essendo una capitale del Nord i mesi invernali sono decisamente freddi ma anche molto affascinanti. Il periodo natalizio, infatti, è veramente magico con tutte le luminarie a cui i danesi dedicano amore e passione.  
Il periodo migliore è sicuramente la tarda primavera, momento in cui in temperature non sono troppo basse e la natura sboccia in un tripudio di colori magnifici.
Per i freddolosi meglio ancora scegliere il periodo più caldo che va da giugno ad agosto, in cui le giornate si allungano e si può godere di molte più ore di luce.

Come arrivare a Copenaghen

I voli diretti dall’Italia partono da Milano, Bergamo, Bologna e Roma. Tra le compagnie aeree più economiche per questa tratta c’è Ryanair. I voli atterranno all’aeroporto internazionale di Copenaghen conosciuto anche come Kastrop.

Come raggiungere il centro di Copenaghen

Per raggiungere il centro città la metro è il modo più veloce.
La stazione della Metro si trova al Terminal 3 vicino alla hall degli arrivi e il servizio è attivo 7 giorni su 7, 24 ore al giorno. Durante le ore di punta dall’aeroporto parte un treno ogni 4-6 minuti e ogni 15-20 minuti durante la notte. Il percorso fino al centro città dura circa 15 minuti.
Il biglietto costa 3,21 € ma vi consiglio di acquistare subito la Copenaghen Card sul nostro shop online. La card vi dà diritto a viaggiare per 1, 2, 3 o 5 giorni su tutti i mezzi pubblici di Copenaghen.

Dove dormire a Copenaghen

La città di Copenaghen è nota per i costi piuttosto elevati ma è comunque possibile trovare un buon compromesso tra qualità e ubicazione dell’alloggio.
Indre By è il centro di Copenhagen e dormire qui offre sempre numerosi vantaggi, in quanto potrete apprezzare sia la parte antica della città che godere della movida danese e dello shopping senza dover fare troppa dal vostro Hotel.
Per risparmiare un po’ potreste scegliere il quartiere di Vesterbro a sud-ovest del centro, un quartiere recentemente ristrutturato che vanta sistemazioni più economiche e una ricca vita culturale. Gli alberghi di questa zona sono fra i più economici della città. 

ITINERARIO DI 3 GIORNI

Vi abbiamo preparato un itinerario di 3 giorni per poter usufruire al meglio del tempo e visitare i luoghi più belli della città.

GIORNO 1:

Partenza con volo dall’Italia e arrivo a Copenaghen, presumibilmente in tarda mattinata
Dedicate questo primo giorno al centro di Copenaghen, che può essere visitato tranquillamente a piedi oppure in bicicletta, come ho scelto di fare io. Partite dal canale principale, Nyhavn, per sentirvi immediatamente immersi in una cartolina. Le casette colorate che costeggiano il canale sono belle da vedere e da fotografare. Se le temperature lo permettono, i bar e ristoranti qui sono sempre gremiti di gente, come anche gli attracchi, che ospitano moltissime barche.

Lasciandovi alle spalle il canale e proseguendo verso ovest vi troverete ad Indre By, il centro di Copenhagen. Da qui vi consiglio di dirigervi verso la Rundetårn (la torre rotonda), senza dimenticare di passare da Strøget e da Gråbrødretorv. Il primo è il viale dello shopping e dei negozi, la seconda una bella piazzetta raccolta. Raggiungerete in pochi minuti la Rundetårn, costruita nel 1642 e originariamente usata come osservatorio astronomico. 

 Rundetårn

Visitata la torre dirigetevi verso uno dei posti che più mi sono piaciuti a Copenhagen, il Rosenborg Slot. Il castello è splendido così come i giardini che lo circondano. Vi darà l’impressione di essere stati catapultati in una fiaba. Con il bel tempo i giardini si riempiono di gruppi e famiglie con cestini da pic-nic. 

Rosenborg Slot

Come ultima tappa della giornata dirigetevi verso il simbolo per eccellenza di Copenhagen: la Sirenetta. Al contrario di ciò che potreste pensare questa statua non è molto emozionante ed è quasi divertente vederla circondata da turisti ed obiettivi fotografici. Si tratta comunque dell’icona della città, di conseguenza è da vedere, non siete d’accordo? Soprattutto se per raggiungerla cogliete l’occasione per passare dal Kastellet, un’antica fortificazione militare.

sirenetta

Al termine di questa giornata rientrerete in hotel stanchi ma comunque soddisfatti per avere visitato già abbastanza come primo giorno!

GIORNO 2

Siete pronti? Lo sappiamo, il primo giorno è stato impegnativo, vi promettiamo un itinerario più leggero. La prima tappa di oggi è il Christianborg Slot, sede del parlamento danese. Se siete interessati, il castello è visitabile e vale la pena. Potete acquistare biglietti differenti a seconda delle zone che preferite. Vale la pena anche salire sulla torre, tempo a disposizione permettendo. Attraversando il canale arriverete al quartiere di Christianshavn, che vi colpirà per le sue casette in stile diciannovesimo secolo. Qui dovete assolutamente visitare la Vor Frelsers Kirke e salire la in cima alla sua guglia. Da qui la vista sulla città è spettacolare! Non adatto a chi soffre di vertigini, ma ne vale la pena.

Christianshavn

Una volta tornati a terra vi aspetta una tappa imperdibile: Christiania.
Christiania è un quartiere parzialmente autogovernato dal 1971, in cui vivono circa 1000 persone. E’ una comunità a parte, controversa, ma che ancora resiste. Invasa dalle bancarelle e dai chioschetti di hashish (ebbene sì, qui quasi tutto è concesso!) è ormai un’attrazione turistica a tutti gli effetti ma costituisce uno spaccato singolare di storia e vita della capitale danese. Per la vostra sicurezza vi ricordiamo che non potete fare fotografie all’interno di Christiania, soprattutto nell’area di Pusher Stree.

Per pranzo la scelta è una sola: Papirøen. Quella che letteralmente era “l’isola della carta” ospita oggi una grande struttura industriale al cui interno troverete chioschi di cucine provenienti da tutto il mondo. Una tappa imperdibile per assaggiare qualcosa di nuovo in un ambiente rilassato e senza spendere un capitale. A poca distanza avete poi l’Opera House, dall’architettura moderna e di grande impatto. Vi consigliamo di avvicinarvi ed osservarla, almeno esternamente.

Opera House

Il resto del pomeriggio o della serata va dedicato interamente ai Giardini di Tivoli, il parco divertimenti che trovate in centro città. Forse lo avrete già intuito, sebbene sia piccola Copenhagen offre una grande varietà di attrazioni. Tivoli è uno dei suoi punti forti! È difficile descrivere l’atmosfera magica che si respira all’interno di questo parco, tra luci, laghetti e sentieri. Fu inaugurato il 15 agosto 1843 ed è il più antico parco di divertimenti sopravvissuto intatto fino a oggi. Il nostro consiglio è di visitarlo la sera, quando le illuminazioni sono accese. Nonostante i il costo elevato dell’ingresso e delle varie attrazioni ne vale assolutamente la pena.

Tivoli parco divertimenti Copenaghen

GIORNO 3:

In questo ultimo giorno, in cui solitamente i voli ripartono per l’Italia ad ora di pranzo, avrete la mattinata a disposizione per una buona colazione, ricomporre le vostre valigie e avviarvi verso l’aeroporto.
Nel pomeriggio sarete già atterrati in Italia soddisfatti di aver vissuto un weekend pieno, diverso dal solito e sicuramente indimenticabile.

Cose ne dite? Vi abbiamo incuriosito?
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FLORIDA KEYS: COSA FARE ISOLA PER ISOLA

US1 Florida Keys

Le Keys, una lunga serie di isole collegate dalla US1, si trovano nella punta più a sud della Florida.
Per tanto tempo sono state considerate un luogo mitico e il mistero che si era creato attorno ad esse ha attratto nei secoli esploratori e imprenditori, pirati e presidenti, artisti e autori.

UN PO’ DI STORIA

Ponce de Leon, durante la sua spedizione del 1513, affascinato dalle forme tortuose di queste isole le nominò “Los Martires” (i martiri).

Hanry Flager cercò di estendere su queste isole la sua ferrovia come proseguimento della grande ferrovia della costa Est ma nel 1935 l’urgano “Labor Day”, chiamato anche “The Storm of the Century”, demolì il suo sogno dopo 23 anni di lavori.

Le figure letterarie di Hemingway e Tennessee Williams trovarono nelle Keys una musa ispiratrice e immortalarono le piccole e graziose isole nella prosa.

Panchine azzurre alle Keys

Ancora oggi le Keys mantengono uno stile di vita rilassato che accoglie visitatori di ogni genere, sia che cerchino l’ispirazione o semplicemente una fuga dalla quotidianità.

IN VIAGGIO VERSO LE KEYS: COSA FARE

Il viaggio in auto sulla US1 è di per sé un viaggio pittoresco attraverso caratteristici villaggi di pescatori e comunità stravaganti.

villaggi delle Keys


Ad accompagnare il viaggio le invitanti acque cristalline dell’oceano Atlantico e le luccicanti baie della Florida.
Durante il percorso verso sud, la sosta su ogni isola che tocca la Highway, offre la propria serie di avventure uniche:

  • a Key Largo si può fare snorkeling o immersioni sulla coloratissima barriera corallina e se non siete grandi nuotatori potrete salire a bordo di imbarcazioni dal fondo di vetro e godere delle bellezze sottomarine senza bagnarvi.
  • a Islamorada non perdete l’occasione di nuotare con dei giocosi delfini o di dare da mangiare ai “tarpon” enormi pesci. Qui sarà anche possibile partecipare a divertenti gare di pesca.
spiaggia di Islamorada
  •  a Marathon, adatta a famiglie, una delle attività più richieste è lo snorkeling sul Sombrero Reef, a solo circa 12 km da Key Colony Beach.
    Due importanti luoghi da non mancare sono il Seven Mile Bridge e il sito storico di Pigeon Key.
    Il famoso Seven Mile Bridge è il ponte più lungo della Overseas Highway, appunto sette miglia, circa 11 km. La maestosità di questa costruzione è stata anche il set cinematografico di svariati film: tra i più famosi Mission Impossible 3, La casa dei fantasmi, Licenza di uccide e molti altri.
    Pigeon Key è stata inserita nel National Register of Historic Places poichè ospita edifici centenari e un museo che racconta della costruzione della ferrovia Key West Extension, comunemente chiamata Oversea Railway perché si estendeva per oltre 100 miglia in mare aperto.
Overseas Highway
  • nelle Lower Keys esistono sentieri da fare a piedi che attraversano aree naturalistiche dove è possible avvistare i piccoli daini delle Keys. Qui si trova inoltre una delle spiagge più belle di tutte le Keys: Bahia Honda.
  • Alla fine della collana di isole, che parte dalla punta della penisola della Florida, si trova quella più rinomata: Key West.
    La cosa che colpisce è sicuramente l’atmosfera funky, qui la vita sembra muoversi sul testo di una canzone di Jimmy Buffet e celebrare il tramonto come un imperdibile rituale serale.
Cena al tramonto a Key West

Il grande fascino di Key West è dovuto anche alla diversità di stili architettonici riuniti questa piccola porzione di terra. Camminando o facendo un giro in bici su William Street da Windsor Lane a Caroline Street si possono vedere tutte le diversità architettoniche presenti sull’isola.

Stili architettonici di Key West

Staccionate in legno di design diversi, casette in legno che sembrano di marzapane, i tipici tetti di Key West e i portici adatti a sedersi con una brocca di limonata per sfuggire al sole.

Key West

Ogni stile ha la propria personalità e caratteristica e per trovarli tutti ecco una lista di edifici da non perdere:

  1. Bahamas Stile: 310 & 408 William St, 703 Eaton St.
  2. Stile Vittoriano: 313 William St.
  3. Casette di Marzapane: 530 William St., 615 Fleming St.
  4. Neoclassico di ispirazione Grecia antica: 409 William St., 613 Eaton St. (Donkey Milk House)
  5. Classic Conch Houses (uno stile architettonico tipico di Key West): 531 Caroline St. & 601 Caroline St.
  6. Conch Cottages: per tutto il blocco 600 di William e Ashe St.
  7. Architettura Neoclassica: la “Audubon House”, 205 Whitehead St. A fianco a questa casa son inoltre visitabili i giardini tropicali!
Tramonto su Key West

Luoghi che non mancherete certo di visitare a Key West:

  • il punto più a sud degli Stati Uniti d’America, conosciuto come Southernmost Point, che si trova tra Whitehead Street e South Street. Troverete una boa in ferro nero con strisce colorate che riporta la scritta “90 miles from Cuba” che è effettivamente la sua distanza dall’isola di Cuba.
Southernmost Point
  • Ernest Hemingway home and Museum: si sa che Hemingway ha vissuto in molti luoghi al mondo, uno di questi è Key West. La sua casa è oggi un museo visitabile da tutti. Le guide interne vi accompagneranno durante il percorso. In questa casa lo scrittore realizzò molti dei suoi libri e il suo studio è una delle parti più emozionanti della visita. Una curiosità: i gatti che abitano ancora la casa hanno 6 dita!!
Ernest Hemingway Home Key West
Gatti a sei dita Key West
  • Harry S. Truman Little White House: questa piccola “casa bianca” venne scelta come residenza dal trentatreesimo Presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman. Oggi è un museo aperto al pubblico.
  • Custom House-Key West Museum of Art and History: un affascinante edificio di mattoni rossi costruito nel 1891, in passato è stato tribunale, ufficio postale e anche Palazzo del Governo. Oggi è diventato un Museo che ospita numerose opere d’arte e svariate testimonianze sulla storia di Key West e delle Keys.
Custom House-Key West Museum of Art and History

COSA COMPERARE

Dall’inizio alla fine, le isole Keys, presentano una offerta di prodotti da acquistare che è una vera e propria esperienza nella vacanza.

Troverete il meglio nelle creazioni casual. Scoprirete oggetti unici e accessori alla moda, dall’abbigliamento elegante all’abbigliamento vintage, dagli oggetti d’antiquariato alle ceramiche artigianali.
I negozi di gioielli offrono incredibili pezzi firmati con design personalizzati, pieni di gemme scintillanti e diamanti incastonati in platino, oro o argento.
Oggetti per la nautica, magliette divertenti, ciondoli memorabili che potrete riportare a casa come regali ad amici e parenti.

FRY BREAD: COME CUCINARE IL PANE DEI NATIVI AMERICANI

Native American Fry Bread 

Il fry bread è un pane dei nativi americani, e ne esistono molte versioni, a seconda della regione e della tribù. Tra le varie ricette troviamo quelle con lievito e farina di mais, e altre con l’aggiunta di grasso animale o vegetale, strutto, o un altro grasso, e potrebbero includere anche un uovo.

Il pane fritto divenne parte della cultura indiana intorno al 1860 quando i Navajos furono imprigionati a Fort Summer e provvisti solo di farina e strutto. Gli indiani si adattarono e nacque il pane Navajo. Il piatto è stato ampiamente adottato da molte altre tribù sul tutto il territorio nordamericano.

Official State Bread of South Dakota

Il South Dakota ha designato il pane fritto come pane ufficiale dello stato nel 2005. Conosciuto anche come “pane squaw” in alcune zone.

Questo piatto viene servito con condimenti dolci come miele o zucchero a velo, o come “taco Navajo” con condimenti come fagioli, carne di manzo macinata, lattuga, cipolle, pomodori e formaggio a pezzetti.

Fry Bread

Dopo che gli indiani d’America furono trasferiti nelle riserve alla fine del 1800, furono loro razionate farina, latte in polvere, sale e strutto. Il pane fritto è comune nelle culture degli indiani d’America in tutti gli Stati Uniti, nel Sud Dakota però è tradizionalmente fatto con il lievito invece che con il bicarbonato di sodio come il “taco Navajo”. Questo perché le tribù del Sud Dakota erano provviste di lievito invece che di bicarbonato di sodio nella riserva. 

powwows

In genere si associa il pane fritto con i pawwows e i wacipis, eventi dove la gente si riuniva e i commercianti vendevano il cibo. Questi incontri iniziarono nella prima metà del XX secolo e continuano ad esistere ancora oggi, soprattutto nella stagione estiva, quando le temperature permettono di stare piacevolmente all’aperto. Questo pane viene inoltre utilizzato per le feste in famiglia e durante le festività.

DOVE MANGIARE IL FRY BREAD NEGLI STATI DEL “GREAT AMERICAN WEST”:

Nord Dakota:

  • nella riserva di Ft.Bertold  a NEW TOWN. Questa comunità rurale ha un ottimo Native American fry bread nel fast food indiano TDH Fast Foods dove costa dai 6 agli 8 $ a seconda della dimensione, small, medium, large.

South Dakota:

crazy horse memorial
  • esperienza assolutamente da fare al Crazy Horse Memorial al Laughing Water Restaurant dove sarà possible mangiare con vista sulla spettacolare montagna che stanno modellando a forma di Cavallo pazzo. Qui ne servono due tipi:

Native American Taco

Pane fritto indiano fatto in casa con carne dei taco, fagioli fritti, lattuga, pomodori, formaggio, cipolle, salsa e panna acida. Oppure, vengono serviti dolci con una salsa di bacche calda, cannella o miele!

 Tatanka Stew

Fatta con tagli di prima scelta di bisonti delle Black Hills, cotti lentamente con carote, piselli dolci, cipolle e patate. Fritto in una miscela di condimenti gustosi e servito con pane fritto indiano.

Badlands South Dakota
  • Altra ottima alternativa dove mangiare il fry bread in South Dakota: CEDAR PASS LODGE del Badlands National Park, un parco con panorami mozzafiato!

Montana:

  • al Custer Battlefield Trading Post & Cafe nel cuore del Crow Country, direttamente dall’altra parte del Little Bighorn Battlefield, il campo di battaglia. 

Qui possiamo trovare:

Crow Indian Taco best seller di fama mondiale! Un autentico Fry Bread indiano con carne di manzo, fagioli, formaggio, lattuga, pomodoro e olive. Servito con salsa e panna acida $10.99

Frybread con miele è ottimo come contorno o come dessert. $5.99

Idaho:

  • a Fort Hall Indian Reservation, The Camas Sports Grill presso lo Shoshone Bannock Casino che offre un’ampia scelta per colazione, pranzo e cena. Tra le migliori proposte ci sono la colazione a base di pane fritto, i nachos dell’Idaho e la carne di bisonte.
Coeur d'Alene
  • al Red Tail Bar & Grill nella riserva di Coeur D’Alene si trova l’Indian Fry Bread fatto con la ricetta tradizionale. Viene servito con miele locale marmellata di bacche nello specifico huckleberry e burro montato $9.95

Fry Bread Ricetta

Ingredienti x 8 pezzi:

230gr di farina 00
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di lievito istantaneo
30 gr di Burro
50ml di latte
25ml di acqua
1 Uovo

Mescolare la farina, il lievito in polvere, il sale e lo zucchero in una ciotola

Aggiungere il burro sciolto, il latte, l’uovo, l’acqua tiepida e mescolare l’impasto.

Una volta formata una palla di impasto cospargere con olio esternamente e lasciare riposare per 30 minuti.
Stendere l’impasto su un tagliere ben infarinato e dividere la pasta in pezzi della dimensione del palmo. Formare dei pezzi circolari con il buco al centro.

Friggere i pezzi in olio caldo (circa 350 gradi) per 3 minuti, fino a quando non saranno dorati.

RINGRAZIAMO PER TUTTE LE INFORMAZIONI FORNITE SU QUESTI STATI THEMA NUOVI MONDI

MONTANA: VISITARE LE KOOTENAI FALLS, LE CASCATE DEL “FIUME DELLA PAURA”

Il Montana, uno dei 50 Stati, a nord ovest degli USA, sorprende per la vastità e la bellezza del territorio. È il quarto stato per grandezza con solo 1 milione di abitanti. La flora e la fauna sono spettacolari e ovunque si vada i panorami lasciano senza fiato.
Una tappa del nostro recente viaggio in Idaho e Montana ha avuto luogo alle Kootenai Falls, una delle più grandi cascate a scorrimento libero del nord-ovest. Non a caso sono state il set delle riprese del film “River Wild”, il fiume della paura, con Meryl Strip.

A valle di Libby, una piccola cittadina, il fiume Kootenai entra in un canyon e si trasforma in impressionanti cascate. L’area è considerata sacra per gli indiani Kootenai i cui antenati abitavano la regione.

Kootenai Falls
Kootenai Falls Park

DOVE SI TROVANO

La Foresta Kootenai e le cascate si trovano nell’angolo più a nord ovest dello stato del Montana, al confine col Canada e l’Idaho. Si raggiungono molto facilmente percorrendo la US HWY 2 nel tratto che va da Libby a Troy. La stessa “autostrada” è un vero e proprio gioiello con scorci incantevoli. Un viaggio alle Kootenai Falls in Montana regala emozioni uniche.

COME ARRIVARE ALLE CASCATE

Kootenai Falls
Il sentiero per le Kootenai Falls

Un sentiero nel bosco porta dal parcheggio dell’autostrada fino al ponte sospeso e alle cascate. Il sentiero sterrato si snoda tra gli alberi e offre viste panoramiche sul fiume. Si passa sopra uno speciale ponte pedonale chiuso che sormonta un doppio binario della ferrovia, poi si scende e il sentiero si dirama in due direzioni: a sinistra fino al ponte sospeso, a destra si arriva sopra alle cascate. L’attraversamento del ponte sospeso potrebbe non essere adatto a tutti ma la vista e l’esperienza sono impagabili.

Ferrovia Kootenai Falls
Ferrovia Kootenai Falls
Kootenai Falls
Vista dal ponte sospeso
Kootenai Falls Swinging Bridge
Ponte Sospeso

Il fiume, le cascate e le rocce circostanti creano un luogo unico che trasmette a tutti coloro che lo visitano la forza della natura. In inverno, le cascate si trasformano in uno spettacolare flusso di acqua ghiacciata, e si possono vedere aquile calve appollaiate tra i nudi alberi di cotone lungo il bordo del fiume.

Kootenai Falls
Cascate zona alta
Kootenai Falls
Kootenai Falls

DOVE MANGIARE

Adiacente il parcheggio è presente un’area picnic in un boschetto, all’inizio del percorso che porta alle cascate, con tavoli da picnic, aree di cottura per barbecue e servizi igienici.
Per quanto riguarda i servizi igienici non aspettatevi di trovare bagni puliti e curati, siete comunque in un parco in mezzo alla natura e bisogna un po’ adattarsi. Da maggio a settembre è aperto anche un chiosco che offre bevande fresche e cibo.

Se siete curiosi di fare un viaggio virtuale in Idaho e Montana vi invitiamo a guardare il video del nostro tour. Trovate il tour alle Kootenai Falls al minuto 09:15.

Viaggio in Idaho e Montana

BOSTON COSA VEDERE IN 2 GIORNI

Boston

Boston è una delle più antiche città degli Stati Uniti, una città che ha fatto la storia dell’America. Inoltre è il punto di partenza più comodo, in arrivo dall’Europa, per visitare gli stati del New England. Vediamo insieme cosa visitare in due giorni.

COME ARRIVARE A BOSTON

Le compagnie aeree che atterrano al Boston Logan International Airport sono parecchie.

Una volta nel terminal degli arrivi internazionali il primo step da affrontare è il controllo dell’immigrazione: chi arriva per la prima volta negli USA con l’Esta viene indirizzato in una particolare fila dove i controlli vengono fatti da un ufficiale. Chi è già stato negli USA con Esta viene invece indirizzato alla fila dove i controlli vengono fatti da una macchina automatica. La procedura è molto semplice e disponibile anche in italiano. La macchina rilascia un tagliando che verrà poi controllato e ritirato da un ufficiale all’uscita, prima di entrare nell’area ritiro bagagli.

COME SPOSTARSI DALL’AEROPORTO ALLA CITTÀ

Prese le valige, per chi viaggia in autonomia, trasferirsi dall’aeroporto alla città è molto semplice in quanto il centro città dista circa 20/30 minuti.
In base a dove dovrete spostarvi potete scegliere diverse opzioni:

  • Metropolitana Blue Line: salite a bordo dei bus navetta gratuiti Massport (linea 22, 33 o 55 per “MBTA Blue Line”) all’esterno del vostro terminal. I bus navetta Massport dispongono di uno spazio per il deposito bagagli e vi lasceranno direttamente davanti alla stazione dell’aeroporto dove potrete acquistare il vostro biglietto CharlieTicket alle biglietterie automatiche all’interno dell’atrio della stazione. La metro vi porterà direttamente a Back Bay o Downtown Boston.
  • Taxi: potete salire a bordo di un taxi appena fuori dal terminal di arrivo e farvi portare direttamente a destinazione. Le tariffe si aggirano sui 35$ per la corsa a Downtown e Back Bay Boston. Non dimenticate che la mancia è obbligatoria!
  • Bus Condiviso: potete salire sui minibus massimo 10 posti condivisi con altre persone e farvi portare in Hotel, il costo si aggira sui 30$ a persona. Potete acquistare il biglietto anticipatamente sul nostro SHOP ONLINE.

DOVE ALLOGGIARE A BOSTON

Avendo soggiornato a Boston svariate volte, posso certamente dire che la zona migliore per alloggiare e raggiungere facilmente molti luoghi di interesse della città è Copley Square e Back Bay.

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COSA VISITARE A BOSTON

La città è facilmente percorribile a piedi e le distanze non sono enormi come in altre metropoli degli Stati Uniti.

Copley Square

Partiamo dunque da Copley Square, una piazza dove gli stessi bostoniani amano passeggiare e trascorrere del tempo.

Copley Square Boston
Copley Square

Gli edifici che colgono immediatamente l’attenzione di chi la percorre sono il palazzo di vetri chiamato John Hancock Tower, il più alto grattacielo del New England, e la Trinity Church, una chiesa costruita a fine ‘800 in stile neoromanico, che si riflette sui vetri della torre dando immediatamente al visitatore un quadro riassuntivo dello stile della città che alterna moderno e antico. Al lato opposto della piazza la bellissima Boston Public Library, la più antica biblioteca degli Stati Uniti, aperta tutti i giorni della settimana e visitabile senza alcun costo d’ingresso.

A lato della piazza anche il Fairmont Copley Plaza hotel, un simbolo per la capitale, che sin dai primi del ‘900 ha ospitato importanti personalità.

A breve distanza da Colpey Square si trova Newbury Street, elegante strada, costeggiata da edifici in stile coloniale con negozi e ristoranti, nel benestante quartiere di Back Bay.

Newbury Street Boston
Newbury Street

Boston Public Garden

Proseguendo su questa strada in direzione est si arriva al Boston Public Garden. Entrando in questo parco urbano è immediato il senso del bello e della tranquillità. Alberi e piante provenienti da tutto il mondo si alternano creando giochi di colore diversi in ogni stagione e ancora più strabilianti in autunno e primavera. Dal quartiere di Back Bay si accede ai giardini pubblici da un imponente cancello in ferro e dopo pochi passi si viene accolti dalla statua di Washington a cavallo.

Boston Public Gardens Washingon Statue
Statua Whashington a cavallo

Proseguendo poi in direzione di Charles Street si attraversa un romantico ponte che sormonta un lago artificiale dove, da aprile ad ottobre, navigano le Swan Boats, barche a forma di cigno che rallegrano i visitatori più piccini e i gli innamorati.

Boston Public Garden Bridge
Ponte del Boston Public Garden

La vista della città da questo punto del parco è incredibile e per gli amanti della fotografia sicuramente un luogo da non perdere.

Boston Public Garden Swan Boat
Boston Public Graden

Beacon Hill

Continuando in direzione di Beacon Hill in un angolo del parco si trovano anche delle statue di bronzo raffiguranti mamma anatra e i suoi anatroccoli. Queste statue sono care agli abitanti di Boston poiché sono i personaggi di una favola famosa che si svolge nelle acque del Charles River, il fiume che divide Boston da Cambridge, e spesso si possono trovare vestite con abitini di diverso genere in base agli avvenimenti e alle festività.

Boston Public Graden Ducks
Boston Public Garden Ducks

Arrivati a Beacon Street basta risalire una delle vie che portano sulla collina del quartiere più antico della città, Beacon Hill, per ritrovare uno strano gusto europeo negli edifici. In effetti questo è il luogo dove i primi coloni benestanti costruirono le proprie case e, da sempre, abitare in questa zona è sinonimo di aristocrazia e benessere economico. Un insieme di case dai mattoncini rossi e stretti vicoli si sussegue in grande armonia.

Beacon Hill House
Beacon Hill

Una delle vie più fotografate è Acorn Street dove ancora ci sono i lampioncini a gas e pavimentazione a ciottoli.

Beacon Hill Acorn Street
Beacon Hill

Passeggiare qui durante il periodo che precede Halloween o le festività natalizie ha davvero un grande fascino poiché tutte le case sono addobbate a festa e creano una magica atmosfera.

Beacon Hill Halloween
Halloween a Beacon Hill

Tornando poi su Beacon Street si arriva alla Massachusset State House, il campidoglio, un edificio imponente sovrastato da una cupola in foglia d’oro. Arrivare sul far del tramonto quando le luci illuminano il palazzo, ma il cielo non è ancora completamente buio, è bellissimo.

Massachusset State House
Massachusset State House

Questo edificio iniziato nel 1795 è stato preso nel tempo come esempio per altre State Houses degli States.

Si può poi proseguire per il Boston Common, il parco pubblico più vecchio d’America. Da questo parco inizia anche il Freedom Trail, un percorso di mattoncini rossi di circa 4 km che tocca i luoghi storici più importanti della città, che hanno segnato la storia della Rivoluzione Americana.

Boston Common
Boston Common

Duck Tour

Un modo semplice e divertente per visitare la città è il Duck Tour che attraversa le vie del centro e le zone di maggiore interesse storico per poi immergersi nelle acque del Charles River e ammirare Boston e Cambridge (sede delle due famosissime università MIT e Harvard) dall’acqua.

Charles River
Charles River

Sul mezzo, a forma di barca con le ruote, è sempre presente una guida di lingua americana che accompagna e intrattiene i viaggiatori raccontando non solo notizie storiche ma anche curiosità e avvenimenti particolari. Per gli italiani è possibile richiedere le cuffie ed ascoltare una voce registrata che man a mano che si incontrano i punti di interesse spiega la storia e le notizie importanti. La parte migliore arriva proprio quando la barca si immerge nelle acque del fiume e naviga tra Cambridge e Boston. Da lì la vista è stupenda e la navigazione estremamente piacevole.

Boston Duck Tour
Duck Tour
Boston Charles River Duck Tour
Charles River


Boston è inoltre famosa per i bellissimi festeggiamenti dell’Independence day, il 4 Luglio di ogni anno, che avvengono proprio sul fiume e in tutta la città. Da qui è scaturita la Guerra d’Indipendenza e la città stessa racchiude in se l’essenza del senso di libertà che permea profondamente tutti i 50 Stati Federali. Il Duck tour, che dura circa 2 ore, parte e termina al Prudential Center, rinomato centro commerciale dove si trovano ristoranti negozi e uffici. La bellezza di questo luogo sono i grandi corridoi tra palazzi, racchiusi tra vetrate che permettono di fare shopping o fermarsi a mangiare anche durante le giornate più fredde. Per chi ama le terrazze panoramiche, all’interno del Prudential Center si trova l’ingresso della Prudential Tower, la seconda torre più alta della città, dove al 50 piano si trova lo Skywalk Observatory una piattaforma con vista a 360 gradi sulla città.

Boston Prudential Center
Prudential Center

Freedom Trail

Come anticipato dal Boston Common, è possibile seguire il Freedom Trail, che attraversa Boston toccando tutti i punti di maggiore interesse storico legati alla guerra d’indipendenza.

Boston Common
Boston Common

Una delle prime tappe è il Granary Buryng Ground, luogo di sepoltura di alcuni patrioti importanti tra cui John Hancock e Paul Revere, si prosegue poi verso la King’s Chapel e la First Public School, la prima scuola degli Stati Uniti. in successione si trovano l’Old South Meeting House e l’Old State House, il più antico edificio pubblico di Boston dove fu letta per la prima volta la dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Arrivati al Faneuil Hall, “la culla della libertà”, luogo in cui Samuel Adams tenne un discorso pubblico contro il dominio inglese, si ha la possibilità di entrare al “Quincy Market”, un mercato coperto che propone le specialità culinarie della città e del New Enlgand.

Boston Quincy Market
Quincy Market

QUINCY MARKET

Questo mercato coperto è una stupenda chicca da non perdere per assaporare non solo il buonissimo cibo dei banchetti, ma soprattutto per godere del luogo, come gli stessi abitanti di Boston che ogni giorno si fermano per un pasto veloce. Al centro del mercato si trova una zona coperta allestita con tavoli e sedie dove poter consumare il pasto.

Boston Quincy Market
Quincy Market
Boston Quincy Market
Quincy Market


Un piatto assolutamente da gustare qui è la “Clam Chowder”, una crema di latte con vongole e frutti di mare servita all’interno di una pagnottella tonda. Di tutte le “Clam Chowder” che ho mangiato in giro per gli Stati Uniti questa rimane la migliore!

Boston Clam Chowder
Clam Chowder


Altra tipicità da assaggiare è il panino con l’astice, il “Lobster Roll”!!

Attorno al mercato si trovano tanti altri negozi dove poter acquistare di tutto, uno tra i miei preferiti è il “Christmas in Boston” un enorme negozio su due piani con le decorazioni natalizie più disparate e particolari che si possano vedere in giro.

Christmas in Boston Shop
Christmas in Boston

Continuando poi sul percorso dei mattoncini rossi del Freedom Trail in Union Street si trova il ristorante più antico della capitale: la “Union Oyster House” un National Historic Landmark. Al piano superiore del ristorante c’è un tavolo dedicato a John Fidgerald Kennedy, il suo tavolo preferito e più prenotato.

Boston Union Oyster House
Union Oyster House

Proseguendo si attraversa tutto il quartiere italiano, Little Italy, e si arriva alla casa di Paul Revere, oggi casa museo, e alla Old North Church. Da li si raggiunge un ponte che attraversa al Charles River e che porta all’ultima tappa del percorso: la USS Constitution, una nave costruita nel 1797, la più vecchia al mondo ancora galleggiante, e che ha ottenuto la fama di essere inaffondabile.

Boston USS Constitution
USS Constitution
Boston by the river
Boston

Se le gambe non reggono per la passeggiata di ritorno potete sempre chiamare un taxi che con circa 20$ vi riporterà al Boston Common.

DOVE MANGIARE A BOSTON

ll fascinoso The Hub il ristorante al 53esimo piano della Prudential Tower con una vista mozzafiato sulla città è sicuramente un’ottima scelta per una cena romantica e d’atmosfera. Attenzione però che la prenotazione va fatta con anticipo!
Per provare le specialità di pesce della zona non perdete l’Atlantic Fish Company al 761 di Boylston Street. Assolutamente da provare l’astice, la tartare di tonno e le ostriche.

Boston ha davvero tanto da offrire e due notti non sono sufficienti per poter godere di tutta l’offerta culturale e turistica.
Solo per citare alcune attrattive:

  • Harvard e MIT , le due università che propongono visite guidate dagli studenti stessi
  • Tutti i luoghi Kennedyani, tra cui la John F. Kennedy Library
  • Il Museo di Scienze
  • l’Acquario, per grandi e piccini
  • il Museo of Fine Arts, con opere che spaziano dall’antico Egitto all’arte contemporanea, e tanto altro.

Come sempre noi di Lasciati Viaggiare siamo a disposizione per offrirvi una consulenza personalizzata ed organizzare un viaggio indimenticabile!

VIAGGIO A NEW YORK: LA CITTÀ IN 5 GIORNI

Top of the Rock

Oggi vogliamo portarvi a New York, la grande mela che tanti sognano di visitare, la città delle mille luci, set cinematografico di innumerevoli film e serie TV che hanno fatto la storia del cinema. Immagini impresse nella memoria di molti e che rendono questa città una delle più desiderate al mondo.

L’impressione che si ha arrivando a Manhattan per la prima volta è di confusione: rumori, traffico …traffico, luci, gente…gente e odore di cibo ad ogni angolo. C’è chi ne rimane immediatamente estasiato e chi si trova spaesato e sopraffatto.

Le domande che fate spesso al nostro team di esperti riguardo i viaggi a New York sono molte.

  • Quanti giorni servono per vedere le principali attrazioni?
    La risposta non è semplice perchè ci vorrebbero mesi per visitare tutti e 5 i distretti: Manhattan, Brooklyn, Bronx, Queens, Staten Island.
    Se per voi è la prima volta a New York serviranno almeno da 5 a 7 giorni per poter visitare le attrazioni principali.
  • Dove si trovano le attrazioni più famose?
    Nell’isola di Manhattan e in un piccolissimo “pezzettino” di Brooklyn.
  • Cosa visitare a Manhattan?  
    La lista è piuttosto lunga ma vogliamo suggerirvi un programma di viaggio che non delude mai i nostri amici viaggiatori.

Giorno 1: Arrivo con volo dall’Italia, solitamente nel pomeriggio o sera, trasferimento in Hotel (privato o condiviso, sconsiglio metropolitane e mezzi pubblici con valige e dopo un lungo volo). Piccola passeggiata nei pressi dell’hotel scelto.

Giorno 2: Midtown
Il fulcro della vita notturna, dei teatri e dello shopping è Midtwon e per cominciare ad entrare nel cuore della città non c’è nulla di meglio che partire da qui visitando il Rockefeller Center, la cattedrale di San Patrizio, Times Square fino ad arrivare all’Empire State Building e a Central Station.  

Rockefeller Center
Times Square
Central Station New York
Central Station

Giorno 3: Central Park e Musei  
Chi di voi non conosce il famosissimo Central Park di New York? Vi assicuro che passeggiare a Central Park è davvero una meraviglia! Se siete interessati ai dinosauri il vostro percorso potrebbe iniziare nell’Upper West Side con il Museo di Storia Naturale. Da li passeggiando a bordo parco verso sud si arriva di fronte all’edificio dove John Lennon fu ucciso e sempre in quella zona si può entrare nel parco e vedere il mosaico, regalato dalla città di Napoli, con la scritta “Imagine”.

Imagine Mosaico Central Park
Mosaico Imagine

Potrete poi proseguire in direzione del Bow Bridge, luogo iconico di tanti film, e attraversare orizzontalmente il parco sino ad arrivare sul Museum Mile.

Bow Bridge Central Park
Bow Bridge

Questa strada che costeggia il parco nella zona Est conta un gran numero di musei tra cui i famosissimi Metropolitan Museum e Guggenheim.

MET NYC
Metropolitan Museum

Se i musei non vi interessano e siete maggiormente attirati dallo shopping proseguendo verso sud sul Museum Mile sarete già sulla 5th Avenue dove molti marchi di alta moda hanno bellissimi negozi. Non perdete un giretto da Tiffany per strabiliarvi davanti a gioielli incredibili. Il Blu Box Cafè, dove fare una “colazione da Tiffany”, aperto all’interno del negozio, è al momento in ristrutturazione, ma proprio quest’anno, nel 2021, dovrebbe riaprire. Non dimenticate di prenotare il posto con largo anticipo!!

Tiffany & Co NYC in un giorno di pioggia
Tiffany in un giorno di pioggia a New York

Giorno 4: Lower Manhattan e Brooklyn
Non si può andare a New York e non visitare la liberty Island dove si trova la Statua della Libertà, simbolo importantissimo per la città e per tutti gli Stati Uniti. Il giro in battello include Liberty Island ed Ellis Island dove si trova il museo dell’immigrazione, altrettanto interessante e toccante. Il consiglio per non fare lunghe code è di recarsi a Battery park molto presto al mattino e ricordatevi di non portare oggetti pericolosi perché verrete controllati quasi come ai controlli dell’aeroporto.

Statua Libertà New York
Statua della Libertà

Una volta tornati a Battery park potete dirigervi verso nord e a breve distanza dallo sbarco troverete la conosciutissima statua del Toro di Wall Street! Considerate che se vorrete fare una foto dovrete mettervi in fila …o almeno era così fino a poco prima dell’emergenza COVID-19.

Toro Wall Street
Toro di Wall Street

Proseguendo ancora verso nord arriverete al World Trade Center (ground zero): passeggiando nell’area troverete le due enormi vasche costruite sulle fondamenta delle due torri gemelle in memoria di chi ha perso la vita l’11 settembre 2001. Molto, molto forte l’esperienza del Museo dell’11 Settembre, dove si ripercorrono i tragici momenti di quel giorno attraverso testimonianze video e reperti. Se invece volete visitare la città dall’alto, uno dei più recenti piani di osservazione si trova sulla Freedom Tower!

Freedom Tower - One World trade Center
Freedom Tower

Una volta terminata la visita potete entrare nella meravigliosa stazione della metropolitana “Oculus”, pensata e disegnata dall’architetto Calatrava.

Oculus di Calatrava NYC
Oculus di Calatrava

Prendete la metropolitana e spostatevi a Brooklyn. Passeggiate a Dumbo, nel Brooklyn Heights e per finire attraversate il ponte di Brooklyn in direzione Manhattan al calar del sole!

Dumbo Brooklyn
Dumbo
Ponte di Brooklyn
Ponte di Brooklyn

Giorno 5: High line e partenza
Generalmente i voli per l’Italia partono nel tardo pomeriggio o sera per cui si ha il tempo durante la giornata di fare qualche visita e gli ultimi acquisti per portare a casa qualche ricordo. Un percorso che si trova a Manhattan a ridosso dell’Hudson River è la High Line, una ex linea ferroviaria sopraelevata che è stata riconvertita a parco pedonale. Ho camminato sulla High Line per ben 3 volte, in 3 periodi dell’anno diversi ed è sempre stata una emozione! Tutta la zona della High line e soprattutto Hudson Yards è stata riqualificata con palazzi, strutture, statue e grattacieli di nuovissima generazione. Gli scorci della città che si hanno durante il cammino sono indimenticabili.

High Line New York
High Line

 Non perdetevi poi una passeggiata su The Vessel la struttura a nido d’ape di Hudson Yards, un su e giù di scale molto scenografico e divertente. Sempre in questa zona è sorto l’ultimo punto di osservazione dall’alto della città, Edge Observation Deck, una terrazza esterna fatta di vetri, inaugurata quest’anno poco prima della chiusura per Pandemia, che si trova al centesimo piano di un grattacielo.

Vessel New York
Vessel
  • quale aeroporto è più vicino e comodo a Manhattan?
    L’aeroporto più vicino è certamente quello di La Guardia ma i voli intercontinentali dall’Europa arrivano solitamente a Newark e JFK Airport. Uno dei modi più comodi e convenienti per raggiungere Manhattan è lo shuttle condiviso disponibile da tutti e 3 gli aeroporti.
  • Esistono dei pass per visitare la città? Qual è il migliore?
    C’è solo l’imbarazzo della scelta di pass utilizzabili per visitare le maggiori attrazioni di New York: Explorer Pass, City Pass, the New York Pass.
    Il mio consiglio è prima di tutto capire quali siano gli ingressi che desiderate acquistare e in base a ciò scegliere il pass più adatto e conveniente.  
    Noi di Lasciati Viaggiare siamo a disposizione per darvi consigli e suggerimenti.
  • Qual è la miglior posizione dove scegliere un Hotel?
    Per potersi muovere meglio e non perdere troppo tempo sarebbe necessario pernottare a Manhattan. La zona che personalmente suggerisco è l’Upper West Side non lontano dal Museo di Storia Naturale.
    L’area è molto meno caotica di Midtown e ugualmente comoda grazie alla rete metropolitana.
Booking.com
  • Qual è il periodo migliore per visitare New York?  
    Un viaggio nella Big Apple può essere fatto in qualsiasi periodo dell’anno. Ogni stagione ha la propria magia, eventi, spettacoli, installazioni temporanee e atmosfera. Uno dei momenti più richiesti è il Capodanno ma posso assicurarvi che in qualsiasi periodo decidiate di visitarla non rimarrete delusi e ogni volta che tornerete troverete una città diversa ed emozionante.
  • Se volete vivere la città come dei veri Newyorchesi e godervi il viaggio senza troppi pensieri non perdete i nostri tour accompagnati!!

SULLA PAGINA DI PRONTO PRO POTRETE LEGGERE LA NOSTRA INTERVISTA!

Il nostro viaggio solo donne a New York con Kiara Di Paola

COMPAGNIE AEREE: COME CAMBIERA’ VOLARE

Dopo tanti anni in cui il trasporto aereo è stato sempre in crescita, ci troviamo ora ad un blocco forzato della maggior parte dei voli e quasi tutte le compagnie del mondo con arei fermi negli aeroporti.

Sicuramente questo scenario cambierà profondamente, ancora una volta dopo l’11 settembre 2001, il modo di viaggiare, salire su un aereo e volare.
Come saranno i viaggi aerei dopo il coronavirus?

American Airlines

La compagnia ha cominciato ad effettuare pulizie e maggiore disinfezione ad ogni volo! A maggio, inizierà a distribuire ai passeggeri salviette igienizzanti o gel e mascherine, se i rifornimenti lo permetteranno. Gli assistenti di volo saranno tenuti a indossare mascherine su tutti i voli, a partire dal 1° maggio.

American Airlines nuove disposizioni di pulizia

Emirates

Anche questa prestigiosa compagnia ha iniziato a predisporre nuove procedure a partire dall’aeroporto di Dubai, dove i passeggeri dovranno seguire file ordinate mantenendo un distanziamento di 2 metri l’uno dall’altro e saranno obbligatori l’uso di mascherine e guanti in lattice.
Inoltre è la prima compagnia ad effettuare, oltre al controllo col termoscanner della temperatura, anche un test sierologico rapido, che verrà attuato da medici ed infermieri.
In seguito al test verrà rilasciato un certificato, per quei paesi che lo richiederanno, come requisito per l’ingresso.

Emirates nuove disposizioni dopo COVID 19

Emirates ha inoltre scelto di lasciare libero il posto al centro tra i sedili per garantire il distanziamento tra i viaggiatori.
Il personale di bordo è già dotato di camici monouso, mascherine e guanti.
La compagnia ha inoltre scelto di limitare i bagagli a bordo, per cui saranno consentiti solo borse, laptop, oggetti per neonati e valigette, mentre tutto il resto verrà spedito coi bagagli in stiva. L’aeromobile verrà accuratamente sanificato per ogni ripartenza.

Alitalia

Ad oggi anche Alitalia richiede l’utilizzo obbligatorio della mascherina da parte dei passeggeri per imbarcarsi su un aereo e ha deciso di lasciare il posto centrale libero per garantire il distanziamento sociale.

Ryanair

Di parere molto diverso invece l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, il quale non ha intenzione di fare circolare i propri aerei lasciando posti vuoti tra i passeggeri per il distanziamento a bordo. Viste le nuove disposizione europee, che non prevedono l’obbligo del distanziamento, la compagnia ricomincerà a volare tra le maggiori destinazioni d’Europa dal primo di Luglio.

Una cosa è certa la pandemia del COVID-19 sta modificando radicalmente tutto il settore. Si iniziano a vedere infatti, purtroppo, le prime chiusure di alcune compagnie low cost.
Inoltre in aggiunta a tutte le nuove disposizioni rimane anche il grande dubbio su come cambieranno le tariffe dei voli, quanto costerà un biglietto per un volo intercontinentale con la domanda e offerta ridotte?
Quando riusciremo a ripartire per un viaggio all’estero in tutta sicurezza?

Purtroppo non abbiamo ancora molte certezze, al momento rimane la lista sul sito della IATA , sempre aggiornata sulle restrizioni dei vari paesi e consultabile su un pratico link dove poter capire e verificare quali destinazioni siano operative.

PHILADELPHIA MURALES E LUCI DI NATALE

Il secondo giorno a Philadelphia è iniziato dopo una sveglia all’alba, chiaramente dovuta al fuso, e ci siamo preparate per la lunga passeggiata che avevamo deciso di intraprendere. A breve distanza dal Penn’s View Hotel, dove soggiornavamo, dopo un piccolo percorso a piedi ci siamo trovate in una zona della città caratterizzata da strade strette con edifici tipici e storici del diciottesimo secolo: il National Historic Landmark di Elfreth’s Alley.

Elfreth’s Alley

La strada prende il nome da Jeremiah Elfreth un fabbro e locandiere del diciottesimo secolo.  Tra gli abitanti del vicolo c’erano commercianti con le loro famiglie, tra cui maestri d’ascia, fabbri d’argento e di peltro, soffiatori di vetro e costruttori di mobili. Le case in stile georgiano e federale e il pavimento di ciottoli del vicolo erano comuni a Philadelphia durante questo periodo. Il quartiere attorno a questa strada nel tempo è cambiato ma essa si è mantenuta tale e per questo nel 1934 fu fondata l’Elfreth’s Alley Association (EAA), per preservare le strutture storiche del vicolo.

Elfreth’s Alley

Questo luogo è in effetti un piccolo gioiellino e passeggiarci è un po’ come fare un tuffo nel passato.

Abbiamo poi ripreso il cammino per visitare la Liberty Bell che si trova all’interno di un edificio a ridosso della Independence Hall e dell’Old City Hall. L’ingresso è gratuito ma per accedere bisogna passare controlli di sicurezza abbastanza accurati.

Liberty Bell

Si racconta che la campana, una volta posizionata sulla torre dell’Independence Hall, suonò l’8 Luglio del 1776 per chiamare a raccolta i cittadini ad ascoltare per la prima volta la lettura della dichiarazione d’indipendenza americana. In seguito, la Liberty Bell acquisì importanza quando gli abolizionisti nei loro sforzi per porre fine alla schiavitù in tutta l’America la adottarono come simbolo.
Capita l’importanza di questo simbolo, essere lì vicino, e fare una foto diventa davvero emozionante.

All’uscita, dopo aver fatto qualche foto all’Independence Hall e all’Old City Hall, abbiamo deciso di andare a caccia dei famosi murales di Philly dirigendoci verso il museo dei Magic Gardens.

Independence Hall

Ovviamente non poteva mancare una breve sosta da Sturbucks per un caffè americano e una scaldatina!!

Ripresa la strada durante il percorso abbiamo iniziato ad incontrare edifici con facciate abbellite da mosaici particolari e bellissimi. A breve distanza ci siamo trovate di fronte all’ingresso dei Magic Gradens.

Magic Gardens
Magic Gardens

Questo museo è un giardino di tunnel di mosaici multicolore costruito da Isaiah Zagar, il quale ha dedicato gran parte della sua vita ad abbellire e riqualificare la zona di South Philly.
I giardini lasciano a bocca aperta, in alcune zone molto belli in altre un po’ ridondanti, sono stati costruiti con materiali di recupero e assorbono l’attenzione del visitatore con la loro magia.

Magic Gardens

Al termine della visita la nostra passeggiata è proseguita alla ricerca dei murales più famosi della città e tornando verso la city hall ne abbiamo trovati svariati di grandi dimensioni e bellezza.

Il murale “Famous Frank” di David McShane è davvero singolare. L’artista ha scelto dei “Francesco” che avevano un legame con la città o con lui o che avevano facce interessanti da dipingere. Questo murale fa parte del City of Philadelphia Mural Arts Program e si trova sul famoso miglio dei Murales “Mural Mile”.
In questa parte ci sono Frank Sinatra, Frank Morgan e San Francesco d’Assisi.

Famous Frank

Il Philadelphia Muses, situato all’angolo tra la 13esima e la Locusts Street, presenta le nove muse greche classiche dell’arte e ognuna di esse è modellata su un vero abitante di Philadelphia. Ad esempio, la donna con l’abito verde è la musa della Performance e l’uomo con il cappotto è la musa della Parola.

Philadelphia Muses

Il tema di questo murale chiamato Finding Home ruota attorno ai senzatetto ed è stato realizzato con l’aiuto di alcuni residenti senza fissa dimora di Filadelfia.

Finding Home

Questo murale che a noi è piaciuto molto è chiamato Donne del Progresso e rappresenta il cambiamento nel lavoro e nel ruolo delle donne.

Donne del Progresso

Approfittando dell’opportunità di risalire gratuitamente su One Liberty Observation Deck siamo tornate a godere del calar del sole sulla città dall’alto di questo grattacielo. Il tramonto è sempre affascinante soprattutto se visto da una posizione così speciale.

One Liberty Observation Deck

La giornata però non era ancora terminata: ci aspettava l’accensione dell’albero di Natale e lo spettacolo.
Siamo dunque andate a prendere posto tra la folla attorno all’albero nell’attesa della festa. Con tutta probabilità eravamo le uniche italiane in mezzo agli abitanti della città e dintorni, una meravigliosa sensazione sentirsi parte dei locali.
All’arrivo di Santa Claus, che sembrava effettivamente essere il vero babbo natale, non abbiamo esitato a chiedere una foto insieme!
L’emozione è poi salita quando la festa è iniziata e dal palco hanno iniziato il count down per l’accensione delle luci. La nostra serata è terminata con un vin brulè ai mercatini di Natale e gli occhi e il cuore colmi di gioia.

L’accensione dell’albero di Natale negli Stati Uniti è sempre un’emozione, ovunque ci si trovi, dalle grandi città ai piccoli paesi, dal Rockefeller Center sino a Newport nel Rhode Island.
Il clima non è sempre favorevole e le temperature possono essere rigide ma il nostro consiglio è di visitare almeno una volta gli Stati Uniti dalla fine di Novembre ai primi di Dicembre e vivere una vera esperienza USA.

FAJITAS DI MANZO E DI POLLO CON GUACAMOLE E FAGIOLI NERI MESSICANI

Andiamo negli USA con la cucina Tex-Mex

In questo periodo in cui siamo costretti a casa, abbiamo pensato di portarvi in viaggio con la cucina. I sapori e le ricette del mondo possono aiutarci a viaggiare e a conoscere la cultura e la storia dei popoli che abitano la nostra terra.

La cucina Tex-Mex nasce all’inizio del 1900 dopo la costruzione della ferrovia che ha unito il Texas al Messico e che ha permesso gli spostamenti di persone e beni tra i due stati.
Le Fajitas, in particolar modo, arrivano dai vaqueros, i cowboy messicani a cui veniva data in paga la carne meno pregiata dei manzi: una delle parti era la falda, che pur non essendo molto tenera era molto saporita pertanto veniva lasciata a marinare per alcune ore nel lime per ammorbidirsi e tagliata a striscioline da grigliare. Per rendere poi il piatto più appetitoso veniva mangiata assieme alle tortillas di mais.

Il successo di questo piatto arriva nel 1969 in occasione di una festa di paese durante la quale un vaquero di nome Sonny Falcon inizia a vendere Fajitas presso uno stand per proporre un piatto nuovo e ricavarne qualche introito.
Ben presto il piatto diventa molto popolare in tutti gli Stati Uniti e viene inserito nei menù di molti ristoranti.

Le Fajitas che mangiamo oggi sono molto più ricche rispetto a quelle dei vaqueros dei primi del ‘900 e durante un viaggio negli Usa, è molto probabile imbattersi in un ristorante Tex-Mex che offre non solo Fajitas ma anche tacos, nachos, burritos, chili con carne e altre specialità.

Per preparare a casa questo piatto appetitoso seguite il video e la ricetta qui sotto (non è esattamente la ricetta originale ma il meglio che si possa fare con gli ingredienti che si trovano in Italia):

INGREDIENTI PER IL RIPIENO DI CARNE E VERDURE

Controfiletto di manzo 400 g
Petto di pollo 400 g
Peperoni rossi e gialli 600 g
Cipolle bianche 250 g
Olio di oliva (se l’avete possibilmente di mais) 4 cucchiai
Paprika 1 cucchiaio
Aglio in polvere 1 cucchiaino
Origano 1 cucchiaino
Succo di 1 lime o 1/2 limone
Sale fino q.b.
Pepe nero q.b.

PROCEDIMENTO

Tagliare la carne a fettine sottili, metterla a marinare per qualche ora con olio, sale, pepe, succo di lime, paprika, aglio e origano.
Tagliare a fettine sottili i peperoni e la cipolla e soffriggerli in una padella. Quando cotti aggiungere la carne e lasciare cuocere bene.

INGREDIENTI PER LA PANNA ACIDA

Panna liquida ml 250
Yogur bianco non zuccherato gr 70
Limone 1 cucchiaio

PROCEDIMENTO

Mescolare i tre elementi in una ciotola e lasciare riposare per 10 ore con un canovaccio sopra a temperatura ambiente poi spostare in frigorifero.

INGREDIENTI PER PICO DE GALLO

Pomodori gr 200
Cipolla gr 50
sale qb
Succo di 1/2limone o 1 lime
Peperoncino 1 (opzionale)
Cumino (opzionale)

PROCEDIMENTO

Tagliare i pomodori in pezzi piccoli, porli in una ciotola e salarli, aggiungere la cipolla tagliata a pezzetti piccoli , inserire anche il succo del lime e regolare di sale a piacimento.

INGREDIENTI PER GUACAMOLE

Avocado maturo 1
Succo di 1 lime
sale qb
pepe qb
Scalogno 10gr (opzionale)
peperoncino verde (opzionale)

PROCEDIMENTO

Tagliare in due l’avocado, togliere il nocciolo ed estrarre la polpa. In una ciotola schiacciare l’avocado con una forchetta ed aggiungere sale pepe e lime.

INGREDIENTI PER FAGIOLI NERI MESSICANI

Fagioli neri essiccati 300gr
Scalogno 1
Spicchi di aglio 3
Olio qb
Sale qb
Pepe qb

PROCEDIMENTO

Mettere in ammollo in acqua i fagioli per 10 ore. Tagliare e tritare cipolla e aglio.
Soffriggere aglio e cipolla con olio in un tegame capiente e aggiungere i fagioli precedentemente scolati dall’acqua. Soffriggere i fagioli qualche minuto e poi aggiungere 75ml di acqua per 100gr di fagioli. Lasciare cuocere fino a quando non saranno teneri. Nel caso l’acqua finisca e i fagioli non siano cotti, aggiungere altra acqua. Al termine della cottura schiacciare un piccola quantità di fagioli per creare una cremina.

Le Tortillas potranno essere farcite a proprio gusto inserendo uno o più elementi all’interno.

Se ne avete la possibilità abbinate un buon Margarita al pasto.
Non ci resta che augurarvi BUON APPETITO!

Se volete vivere una vera esperienza Tex-Mex non perdetevi i nostri viaggi!

MARTHA’S VINEYARD: SCOPRI L’ISOLA PARADISIACA DEL NEW ENGLAND

A soli 45 minuti di traghetto da Cape Cod, nel Massachusetts, gradevolmente appartata, si trova l’isola di Martha’s Vineyard. Anche se è un’isola piuttosto piccola, potrebbero essere necessari anni per vedere tutte le sue strade sterrate, la costa rocciosa e le piccole insenature.

Composta da sei città lungo tutta la costa, le ville ubicate sul lungomare affascinano i visitatori grazie a meravigliosi scorci sull’oceano, paesaggi paradisiaci in continua evoluzione, porti storici, ristoranti raffinati e boutique di lusso.
L’affascinante cittadina di Edgartown, situata sul lato sud-orientale dell’isola, vanta numerose case antiche in stile shingle (letteralmente di “ciottoli”) ed edifici storici, resti della prosperosa industria delle balene. Di fronte, nella punta sud-occidentale, c’è uno dei punti forti di Martha’s Vineyard: le scogliere rosse e il faro di Aquinnah, vera attrazione turistica.

Aquinnah
Scogliere rosse di Aquinnah

A Oak Bluffs, con il suo porto scenografico, i cottage colorati e le accoglienti locande, i visitatori hanno un assaggio del patrimonio marittimo dell’isola. In questa città si trovano le famose casette di marzapane, veri e propri cottage dai colori pastello che ricordano le fiabe. In un attimo vi sembrerà di essere catapultati in un dolce mondo incantato.

casette marzapane
“casette di marzapane”
casette di marzapane
“casette di marzapane”
casette di marzapane
“casette di marzapane”

Cosa e dove magiare

Come suggerisce il nome, Martha’s Vineyard ospita numerosi vigneti e cantine che si fondono gentilmente con prati colorati, stagni d’acqua dolce, colline e scogliere. La vera specialità dell’isola è comunque il pesce fresco e per trovare il migliore dovrete andare ad ovest nella località di Menemsha. Lì, nel pittoresco villaggio dei pescatori, trovere un fish market gestito dalla famiglia Larsen. Non aspettatevi una grande costruzione ma una pescheria con un angolo cucina che alle 19:00 chiude i battenti, ma se avrete la possibilità di assaggiare le capesante stufate, il lobster roll, le ostriche, i gamberi o l’astice, sarete davvero fortunati!

lobster roll

Come arrivare a Martha’s Vineyard

Per arrivare sull’isola da Cape Cod ci sono 2 principali compagnie che operano più volte giorno: The Staemship Authority e la Hy Line Cruises.
La prima parte da Woods Hole e la seconda da Hyannis. Se voleste portare l’auto, dovreste necessariamente partire da Woods Hole. Durante il periodo estivo, per trasportare l’auto, è importante prenotare in anticipo i biglietti poiché i posti sono limitati, oltre ad essere molto costosi.

Le tariffe più convenienti sono quelle della Steamship Authority da Woods Hole, ma bisogna mettere in conto che se si arriva al porto con la propria auto il costo del parcheggio è di circa 16$ al giorno.
La Hy Line Cruises impiega 55 minuti da Hyannis a Oak Bluffs con un traghetto veloce e costa all’incirca 59$ a persona andata e ritorno. Attenzione che questa compagnia naviga soltanto nella stagione estiva da Giugno a Ottobre.

Come Muoversi sull’Isola di Martha’s Vineyard

Una volta arrivati sarà passibile muoversi grazie ai bus locali. Con 10$ si può acquistare il day pass direttamente al porto ed utilizzare la rete di bus che porta tra i paesi e le spiagge.
In alternativa è possibile noleggiare motorini o biciclette per i più atletici! Se arriverete a Oak Bluff, a 450 mt dal porto, troverete Anderson’s Bike Rentals, dove con 25$ al giorno potrete noleggiare la bici e iniziare la vostra avventura sull’isola.
Qualunque cosa decidiate di fare, visitare la paradisiaca Martha’s Vineyard durante un viaggio in New England, sarà un’esperienza meravigliosa!